|
| |
| |
| Periodico
Elettronico |
| Autorizzazione
Tribunale di Catania n.27/02 del 19/11/02 |
| |
| ISSN
1721-9809 |
| |
| Direttore
Editoriale: |
| Orazio
Maria Valastro (Sociologo) |
| |
|
| |
www.analisiqualitativa.com
Osservatorio Processi Comunicativi
© 2002
|
|
|
 |
| Rivista
Elettronica di Scienze
Umane e Sociali
Specializzata in Approcci e Metodologie Qualitative |
|
| RUBRICHE PERMANENTI
 |
| |
|
|
|
| |
[ EDITORIALE
] |
| |
| Giacomo
Bresa: i can serve drink after hours, for you, only for you
Il 2008 è stato fatale. Davvero.
Chissà se nel tramonto o all’alba del mondo oltre o nel mezzo
del suo dì oppure all’happy hour o alla sera in un’osteria
dove il buon barbera o il buon merlot o forse il buon “tocai”,
visto che nell’oltre certe regole di bottega dovrebbero valere
assolutamente nulla (oggi, in terra friulana, il tocai si
dice “friulano” in ottemperanza alle burocrazie europee, ma
a New York si dice tranquillamente “tocai”) Lucio (Luison)
incontrerà mai Franco, Michele oppure Bruno, Piero e perché
no Giacomo. É proprio di Giacomo che desidero ricordare. Un
altro sociologo. Di quelli giunti accademicamente da poco
tempo ma forse sempre stato realmente tale: dottore in sociologia.
|
 |
Augusto Debernardi
Articolo
formato .html |
| |
|
|
[ ANALISI
ED ESPERIENZE ] |
| |
|
|
| Bruner: una proposta
metodologica per l’analisi delle interviste
Abbiamo visto quindi come sia
possibile analizzare alcuni dati certi nel resoconto narrativo,
giungendo ad una loro interpretazione, non precostituita o
preordinata, né tantomeno affrontandola in chiave di semplice
restituzione rispetto a quanto riferito dal soggetto interessato.
Una sperimentazione che nella sua sostanza ha rivelato la
possibilità di adattare una griglia interpretativa che contenga
alcuni riferimenti espliciti individuati nel corso di qualunque
storia. E’ risultata in questo senso particolarmente utile
per procedere ad un accostamento e ad una comparazione delle
diverse scelte individuali senza scadere in considerazioni
di carattere generale valide a falsificare o verificare una
determinata teoria pregressa. Potremmo allora affermare che
l’analisi narrativa delle storie, resa secondo la prospettiva
del pensiero narrativo, consente di sviluppare una lettura
più chiara dei riferimenti soggettivi determinando una serie
di risultati utili a far luce sulle condizioni dell’esistenza
individuale e del procedere narrativo della propria esperienza
autobiografica pur limitando il suo campo di azione ad ogni
singolo soggetto che viene interrogato e senza alcuna pretesa
di validità universale. |
 |
Fabio Olivieri
Articolo
formato .html |
| |
|
|
| Il diario personale
come testimonianza di sé e del proprio tempo
Tramite le parole delle diariste
abbiamo ricostruito questo intimo rapporto con la scrittura
di sé e le abbiamo riconosciuto funzioni che vanno dal semplice
bisogno di condividere la propria storia al bisogno più profondo
di ritrovare se stessi. Fra le parole di ogni racconto, inclusi
quelli riportati su un diario personale, si scorge il perenne
dialogo dell’uomo con la morte, il profondo desiderio di redenzione
ed eternità e lo smanioso bisogno di condividere la propria
esperienza. Dai loro racconti siamo riusciti a trovare le
tracce dei cambiamenti sociali che si sono succeduti dagli
anni 50 ai giorni nostri; forse apparentemente scontati, ma
che trovano la loro concretezza in testimonianze vere di quel
tempo. La prova più affascinante del prezioso valore di quelle
parole custodite in un diario è l’emozione profonda nello
scorgere, sparse all’interno di una vita personale, i segni
di grandi avvenimenti del passato che per noi oggi sono storia
e che per loro, allora, erano quotidianità. |
 |
Alessandra Micalizzi
Articolo
formato .html |
| |
|
|
| Simboli apparenti:
ricerca qualitativa sull'estetica dell'ipod
Ormai i lettori di file mp3 -
l’algoritmo di compressione per i brani musicali digitalizzati
- sono entrati nel ventaglio delle tecnologie di uso comune,
soprattutto per quanto concerne l’universo giovanile. All’interno
dell’infinita varietà di marche e modelli però, possiamo sostenere
con buona sicurezza che l’iPod, il lettore mp3 della Apple,
ha saputo conquistarsi una buona fetta di mercato. I motivi
del suo successo commerciale si legano a diversi elementi,
tra i quali non possiamo far a meno di citare la capacità
dell’iPod di assorbire le interpretazioni simboliche proposte
dai suoi fruitori, un processo quasi sconosciuto agli altri
lettori mp3. L’iPod non viene inteso sic et simpliciter come
un oggetto con relativa funzione ma anche come simbolo, un
contenitore di significati mutevoli che gli individui utilizzano
per comunicare ai propri simili la loro solidarietà nei confronti
del “pensiero Apple”. Ma non solo: se tutto ciò fosse vero,
potremmo anche immaginare questo lettore mp3 investito da
valori estetici a tal punto da trasfigurarsi in orpello da
abbinare con il soprabito. È possibile, quindi, pensare all’iPod
non solo come lettore di file mp3 ma anche come un qualsiasi
monile, gioiello e/o accessorio del proprio abbigliamento?
Questa domanda rappresenta la base della ricerca che verrà
approfondita nel seguente saggio, un lavoro che tramite l’utilizzo
di tecniche appartenenti all’universo della ricerca qualitativa
cerca di dare possibili risposte - mai definitive - ai precedenti
quesiti. |
 |
Riccardo Esposito
Articolo
formato .html |
| |
|
|
| Gli spazi di negoziazione
dell'appartenenza religiosa in Sukyo Mahikari: un'analisi
etnografica
Sukyo Mahikari (nel prosieguo
Mahikari) è un nuovo movimento religioso non buddhista che
ha origine dal Sekai Mahikari Bunmei Kyodan, fondato in Giappone
da Okada Yoshikazu nel 1963. Il centro della dottrina e delle
attività di Mahikari è il rituale di purificazione detto di
‘trasmissione della luce divina’ (okiyome), mentre il nome
stesso del movimento sottintende la sua natura di organizzazione
dedita alla trasmissione della ‘vera luce’ (ma hikari) e alla
diffusione di insegnamenti sovra religiosi (sukyo). Registrando
un tasso di crescita relativamente elevato (saldo netto tra
iniziazioni e uscite registrate), Mahikari viene oggi considerato
dagli studiosi un nuovo movimento religioso giapponese tra
i più interessanti. In Italia il movimento è presente dal
1974, a seguito dell'apertura di un primo centro di pratica
(dojo) nella città di Milano. I centri di pratica aderenti
alla Federazione Italiana Sukyo Mahikari si concentrano maggiormente
in Lombardia e in Veneto, ma con buoni tassi di crescita anche
nelle altre regioni. La mia ricerca etnografica, della durata
complessiva tre anni e svolta prevalentemente nei centri di
Milano, Lussemburgo e Takayama (Giappone), si è concentrata
sull'analisi di quegli elementi organizzativi del sistema
simbolico di Mahikari che garantiscono l'integrazione del
movimento in diversi contesti geografici nonostante lo spiccato
esotismo delle sue dottrine. |
 |
Andrea Molle
Articolo
formato .html |
| |
|
|
| Il diabete che
migra
Nel gennaio 2007 ha avuto inizio
il “Corso di Counseling e Terapie Interculturali”; nello stesso
gennaio il Servizio di Diabetologia Pediatrica dell’Azienda
Universitaria Ospedaliera Policlinico Tor Vergata di Roma
ha richiesto la mia collaborazione per un progetto relativo
all’alleanza e all’aderenza terapeutica del minore straniero
affetto da diabete mellito. Ho avuto l’opportunità di partecipare
a questo progetto, poiché avevo avuto precedenti esperienze
nel Servizio di Medicina Solidale e delle Migrazioni, progetto
del medesimo Policlinico. Questo progetto riguarda tutti i
minori autoctoni e migranti affetti dalla suddetta patologia,
in cura presso l’Unità Operativa di Diabetologia Pediatrica.
Il mio ruolo principale all’interno del progetto è quello
di apportare un doppio ascolto medico-counselor durante le
visite di controllo, che possono variare a seconda dell’andamento
della patologia, da una cadenza mensile ad una quindicinale.
Durante questi colloqui il mio primo intento è quello di approcciarmi
alla famiglia in un’ottica sistemica, in seguito di affrontare
una ricostruzione autobiografica della storia familiare e
del processo migratorio.
|
 |
Angela Infante
Articolo
formato .html |
| |
|
|
| Professioni sociali
ed orizzonti di senso
Lo sviluppo impetuoso delle professioni
sociali nell’ultimo ventennio correlato al processo di costruzione
dello stato sociale in Italia è empiricamente del tutto evidente.
(...) il lavoro sociale è percepito più come artigianato che
non come industria. Gli operatori sociali si sentono come
artigiani della relazione recuperando in questo quadro l’unicità,
ma anche la pesantezza e la temporalità lunga del rapporto
significativo fra persone. (...) Questa descrizione fenomenologica
di quello che abbiamo definito come orizzonte di senso delle
professioni sociali (...). E’ in fondo questa, quella pericolosa
e feconda direzione ad essere chiamata nell’esperienza concreta
di chi agisce nel sociale navigazione a vista bordeggiando
presso coste sfumate e con equipaggi eterogenei e ambivalenti.
|
 |
Giacomo Innocenti
Articolo
formato .html |
| |
|
|
| Per una spiritualità
laica
Se pensiamo a come i partigiani
del multiculturalismo si oppongono a quelli della separazione
culturale, è evidente la logica separatrice che inevitabilmente
prevale. Sia che vengano citate per opporle gerarchicamente,
sia che ci si sforzi di valorizzarne le differenze in vista
di una migliore coabitazione, le categorie etniche utilizzate,
così come le diverse forme di religione riconosciute, sono
ancora frutto di un’azione che mira a circoscrivere e isolare.
In quest’ottica, la logica del meticciato ci riporta di sicuro
sul sistema fondato sulla divisione, che a sua volta genera
delle categorie politiche chiamate identità. La transdisciplinarietà,
invece, prende le distanze tanto dalla logica relativista,
quanto dalla violenza unilaterale della mondializzazione.
Essa non si insegna, ma sorge al cuore delle intuizioni più
vive, aiuta alla comprensione del sacro, della sacralità laica,
permettendo di cogliere il senso ultimo della realtà con la
lucidità di un’intelligenza non intellettuale. Rifiuta gli
assolutismi disciplinari e si apre, invece, al transculturale
e al transnazionale, si situa al di là delle discipline, ed
ha bisogno di un linguaggio multireferenziale dove anche l’arte
e la poesia sono utili alla percezione dell’ Altrove in quanto
vuoto creatore. |
 |
Giusi Lumare
Articolo
formato .html |
| |
|
|
| Vitalmente morituri:
una riflessione tra la vita e la morte
La morte è un fenomeno “regimentato”
dall'imprevisto che si scontra con il desiderio razionale
del prosieguo; non accetta né governo né cura, e l'uomo vuole
neutralizzarne la carica destabilizzante. In molti casi però
il confine tra la vita e la morte è veramente sottile, tanto
sottile che non è più possibile tenere la morte ai margini
della nostra esistenza, essa ne diventa parte. Rientra tra
le pratiche quotidiane che è necessario render parte “almeno”
delle nostre riflessioni, andando oltre quel confine labile
che la separa dalle nostre attività in vita. È in questo modo
che qualcuno “agisce” la morte come si fa con la vita, che
non significa solo affrontarla, ma riconoscerla come parte
esistente della vita stessa, scegliendo di ridurla a fatto
“vitale”. Il nostro mondo dipende da come ci rapportiamo ai
fatti, e tra questi anche alla morte, il nostro “essere umani”
sta in ciò che rientra nel nostro essere in vita e in morte.
Vitalmente morituri, quindi, capaci di vivere e morire, di
“agire” la vita e anche la morte. Ma in verità si tratta di
riflessioni, dei tentativi che mettono insieme astrazione
e azione per comprendere alcune scelte e ridurle a categorie
conoscibili così come l’interpretazione sociologica permette
di fare, tuttavia, direi, che abbiamo ancora molta paura della
morte. |
 |
Emilio Gardini
Articolo
formato .html |
| |
|
|
| Diasporici metropolitani:
nuovi scenari quotidiani di lotta di classe
Uno dei concetti su cui mi piace
riflettere è quello della velocità. Più precisamente se sia
possibile connettere l’intelligenza alla velocità. Oggi è
necessario essere veloci e il vivere velocemente ha conquistato
la quotidianità confondendosi strategicamente con la nozione
di intelligenza. Le coordinate della surmodernità: l’accelerazione
della storia, il restringimento dello spazio e l’individualizzazione
dei destini pare abbiano imposto la velocità come conditio
sine qua non sia improbabile conquistare un dignitoso ruolo
sociale. Velocità come chiave di accesso, password obbligatoria,
condizione connettiva con cui l’io finalmente accede all’attuale
e soprattutto intelligente modo di vivere. La mia riflessione
si concentrerà sull’esempio di lentezza proposto dai barboni,
da ora in poi definiti diasporici metropolitani. Velocità
vs lentezza, dunque, per una riflessione sulle contemporanee
dinamiche del vivere metropolitano. Mi soffermerò su sensazioni,
emozioni, ricordi e principalmente dubbi, per articolare una
prima critica dell’equazione normativa “velocità uguale intelligenza”
nonché per mostrare un esempio di resistenza, un modello altro
in opposizione da quello dominate. |
 |
Sergio Straface
Articolo
formato .html |
| |
|
|
[ CRONACHE
E COMMENTI ] |
| |
|
|
| Ken Plummer: la sessualità come costruzione sociale
L’idea che la definizione della sessualità, e delle questioni ad essa connesse, vari nel tempo e nello spazio, e che non sia quindi possibile affrontare il tema in termini puramente biologici, è stata esposta ed argomentata dal professor Ken Plummer dell’Università di Essex (UK) nel corso di un incontro seminariale promosso dalla professoressa Rosalba Perrotta. L’evento, che si è svolto a Catania presso il dipartimento di Studi Politici della Facoltà di Scienze Politiche il 6 giugno 2008, era inserito tra le attività didattiche del master in Studi Criminologici e Penitenziari. |
 |
Giuseppe Toscano
Articolo
formato .html |
| |
|
|
[ RECENSIONI
E SCHEDE BIBLIOGRAFICHE ] |
| |
|
|
| Il sociale e il sensibile: introduzione ad un'antropologia modale (François Laplantine)
L’opera di François Laplantine, professore a Lyon II, antropologo di fama internazionale, è per il suo lavoro sul campo, principalmente orientato verso l’America latina. Laplantine è uno specialista dell’Immaginario. Qui egli pone, in un’opera che contribuisce a rinnovare le nostre categorie, una serie di interrogativi ai quali dovrebbero rispondere le scienze umane in Occidente. Opera capitale, sintesi necessaria e allo stesso tempo opera di lotta epistemologica… |
 |
Georges Bertin
Recensione
formato .html |
| |
|
|
 |
m@gm@ periodico elettronico fondato e diretto dal Sociologo
Orazio Maria Valastro
Autorizzazione del Tribunale di Catania n.27/02 del 19/11/02
Redazione: via Pietro Mascagni n.20, 95131 Catania-Italia
ISSN 1721-9809
Direttore Responsabile: Orazio Maria Valastro
Iscritto all'Albo Speciale dell'Ordine dei Giornalisti di Sicilia
e-mail: magma@analisiqualitativa.com
sito internet: www.magma.analisiqualitativa.com
diffusa tramite l'host SARL OVH con sede a Roubaix in Francia |
| |
InterDeposit
Digital Number
International Protection of Copyright and Neighboring Rights |
| Osservatorio Processi
Comunicativi © 2002 www.analisiqualitativa.com |
| |
|