• Home
  • Rivista M@gm@
  • Quaderni M@gm@
  • Portale Analisi Qualitativa
  • Forum Analisi Qualitativa
  • Advertising
  • Accesso Riservato


  •  

    IMMAGINE E SOCIETÀ

    Fabio La Rocca (a cura di)

    M@gm@ vol.6 n.2 Maggio-Agosto 2008



    • Editoriale

      Fabio La Rocca

      Quale rapporto esiste tra immagine e società? Questo numero cerca, attraverso i vari contributi, di illustrare questa relazione. Nella società postmoderna si sostiene che l’immagine occupi un ruolo importante di cui potremmo indicare due aspetti: da un lato essa serve a decifrare i fenomeni sociali, dall’altro è sempre più utilizzata come uno strumento metodologico che rileva il potenziale euristico delle immagini all’interno di un discorso epistemologico e di conoscenza.

    • EPISTEMOLOGIA E METODOLOGIA

      Fabio La Rocca

      A partire dalla visione del mondo postmoderno oculocentrico, nel quale l'immagine diventa un elemento costitutivo della conoscenza, questo articolo propone una riflessione sulla forma immagine-metafora come istanza «mostratrice», nel tentativo di elaborare la proposta di un modello esplicativo della realtà sociale.

    • Sylvaine Conord

      Questo quartiere negli anni 90 veniva considerato una zona prevalentemente popolare. Oggi resta l’esempio emblematico di una Parigi popolare in mutamento. Questa ricerca è sempre attuale grazie al soggetto: i senza casa. La questione dei senza casa nella regione parigina non è risolta: migliaia di nuclei familiari attendono l'assegnazione di un alloggio abitabile. Numerose famiglie vivono in palazzi occupati, nonostante abbiano presentato presso i servizi pubblici la loro domanda da molti anni. Quindi, oltre ad un osservazione partecipante, questo lavoro pone l’accento "su una sociologia militante" che prende corpo attraverso le testimonianze e la partecipazione attiva dell'osservatrice alle diverse situazioni che vive e vede.

    • Michaël Meyer

      Uno dei recenti dibattiti sullo sviluppo della sociologia visuale conduce all’approfondimento della questione se inserirla all’interno dell’insieme dei metodi che verrebbero ad aggiungersi alla classica panoplia dell’etnologo e del sociologo, o se essa possa costituire un’autonoma sub-disciplina. Alcuni lavori hanno già tentato di rispondere a tale questione in particolare attraverso un'esplorazione sulle origini dell'utilizzo dell'immagine nelle scienze sociali. Qui non vogliamo ripercorrere un excursus storico. Preferiamo esaminare la sociologia visuale entro il quadro metodologico dell'indagine qualitativa sul campo. Dunque, mutueremo esempi dai nostri lavori in corso sulla ‘relazione d’ufficio’, cioè su quel tipo particolare di relazione interpersonale che caratterizzerebbe il lavoro facciali sportello nei ‘mestieri pubblici’. Rifletteremo più precisamente sulla base del lavoro poliziesco, e dell’incontro tra agenti di polizia ed utenti agli sportelli d'accoglienza dei commissariati.

    • IMMAGINE E TECNOLOGIA

      Rodolfo Eduardo Scachetti

      Si discute in quest’articolo il desiderio della tecnoscienza di superare l’umano attuale. Il pensiero-limite è il post-umano ed occorre provare a conoscere soprattutto le prospettive delle metamorfosi tecnologiche del corpo. La questione è la seguente: i nuovi modelli conoscitivi fondati sulle immagini predomineranno o rafforzeranno le capacità tradizionali dell’essere umano?

    • Amal Bou Hachem

      L’immagine conosce ai nostri giorni una proliferazione mai eguagliata. Con Internet, e la digitalizzazione in particolare, le possibilità tecniche di creazione e di diffusione si sono largamente massificate e diffuse in questi ultimi anni. A questo riguardo, possiamo vedere il successo formidabile e folgorante di siti condivisi e di diffusione d’immagini video. Si assiste ad un fenomeno «fatto tutto d’immagini», «condividetele gli uni con gli altri». Le questioni di ciò è che è un’immagine, ciò che è una pellicola, ciò che è l’arte, sono sempre più di aureolate ondulazioni, di porosità, d’interazione tra esse? Il villaggio globale favorisce la distinzione nell’indistinzione. Tutti singolari, tutti simili? Tutto entra e sorge ormai dall’elaboratore e dalla rete. Quest’articolo propone una lettura di questo fenomeno di proliferazione d’immagini mobili attraverso due esempi di siti di condivisione d’immagine video: Youtube e Dailymotion.

    • MMAGINE E COMUNICAZIONE

      Elisa Reinhardt Piedras

      L’obiettivo di questo articolo è di designare i percorsi per comprendere l'immagine pubblicitaria ed il suo ruolo nel quotidiano contemporaneo. Si parte dallo scenario scientifico iconoclasta, ricostruendo il contesto sociale dell'immagine pubblicitaria, vicina all'economia capitalista, alla politica neoliberale, alla cultura di consumo. In seguito, vengono esplorate le logiche di costruzione e di appropriazione dell'immagine pubblicitaria da parte di pubblicitari e consumatori. Infine, l’articolo prende in considerazione la forma con la quale l'immagine pubblicitaria appare nel quotidiano, il suo contenitore e non il suo contenuto, attraverso l'analogia del flusso pubblicitario, cioè quest'insieme multiforme di messaggi diffusi nel quotidiano dai mezzi di comunicazione.

    • Tiziana Migliati

      Passeggiare davanti alle vetrine porta al confronto tra l’immagine di sé ed il linguaggio del mondo, favorendo nell’abitante della città moderna sguardi incrociati tra la percezione di sé e la rappresentazione. L’identità si scinde in molteplici appartenenze e al contempo si arricchisce di nuove forme di espressione. La moda è un abito dell’identità che viene connotata attraverso rimandi iconici e feticisti, e si esibisce attraverso la comunicazione visuale: il mostrare, il guardare, prendere dalla strada lo spettacolo del mondo. Gioco di sguardi amplificato dagli specchi, dalle vetrine, dal rimbalzo continuo delle immagini sulle superfici riflettenti della società odierna, palcoscenico della rappresentazione. La vetrina in questo senso ha una duplice funzione: mostra la merce e allo stesso tempo il soggetto che la guarda, è vetro trasparente e specchio che riflette.

    • Luciano Spinelli

      La nostra intenzione è quella di dare una lettura semiotica dello spazio urbano attraverso lo studio dei graffiti necessari, in un’analogia della soggettivazione che il cittadino fa dello spazio nel suo vissuto quotidiano. I suoi graffiti sono integrati ad altri segni proposti dallo Stato e dall’iniziativa privata che compongono così l'apparenza loquace della città polifonica.

    Collana Quaderni M@GM@


    Volumi pubblicati

    www.quaderni.analisiqualitativa.com

    DOAJ Content


    M@gm@ ISSN 1721-9809
    Indexed DOAJ by 2022

    Directory of Open Access Journals »



    newsletter subscription

    www.analisiqualitativa.com