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    M@gm@ vol.2 n.2 Aprile-Giugno 2004

    LOGICA DEL M@GM@ TRA CREATIVITÀ E MARGINALITÀ: il paradigma dell'accesso libero e le pubblicazioni elettroniche


    Orazio Maria Valastro

    valastro@analisiqualitativa.com
    Presidente Osservatorio dei Processi Comunicativi, Associazione Culturale Scientifica (www.analisiqualitativa.com); Dottorando di Ricerca all'IRSA-CRI (Institut de Recherches Sociologiques et Anthropologiques - Centre de Recherches sur l'Imaginaire) presso l'Università degli Studi ''Paul Valéry'' di Montpellier; Laureato in Sociologia (Università degli Studi René Descartes, Parigi V, Sorbona); Fondatore, Direttore Editoriale e Responsabile della rivista elettronica in scienze umane e sociali "m@gm@"; Collaboratore e Membro del Comitato Scientifico della "Revue Algérienne des Etudes Sociologiques", Université de Jijel-Algeria; Sociologo e Libero Professionista, Studio di Sociologia Professionale (Catania).

    La logica del magma tra marginalità e creatività

    "Vi è un misterioso legame, con riguardo ai sociologi, fra marginalità e creatività. (…) Il distacco, addolorato e partecipe, o forse l'insuccesso, il rifiuto o la rinuncia (...) non permettono che in lui si attenui la capacità di immaginare, e di desiderare, situazioni sociali alternative, congegni od organismi della convivenza umana diversi."
    (Franco Ferrarotti, 1974, p.5)

    Questa frase mi è rimasta particolarmente impressa nella memoria dopo la lettura di un testo trovato quasi per caso in un banchetto di libri usati, ormai molti anni addietro, a tal punto che è diventata una sorta di monito per i visitatori della mia pagina personale, riconoscendo ancora oggi in questa frase un'esortazione singolare rispetto all'agire e al lavoro nel sociale. Nessuna relazione e legame personale da rivendicare con Ferrarotti, se non la condivisione di un orientamento metodologico e di un approccio sociologico che mi affascinano e che perfezionano una passione a lungo carezzata ma concretizzata per alcuni versi solo di recente. Al di là delle identificazioni personali con questa frase, ancora da indagare rispetto al senso d'inadeguatezza sperimentato personalmente insieme ed una creatività che cerca di affiorare dirompente, ritengo che l'impegno prodigato per creare le condizioni e mettere insieme le collaborazioni necessarie per realizzare il progetto editoriale di m@gm@, abbia messo in pratica una realtà editoriale di per sé marginale ma creativa. Basti pensare, ad esempio, alle condizioni di legittimità e di riconoscimento dell'editoria elettronica ancora in via d'affermazione rispetto all'editoria classica su supporto cartaceo, ciò nondimeno sono esperienze capaci d'esprimere una creatività potenziale che può sbizzarrirsi non essendo limitata dagli stessi condizionamenti che affliggono l'editoria classica.


    Azzarderei la possibilità d'intravedere una continuità tra il progetto editoriale della rivista elettronica m@gm@ e alcune storiche e importanti pubblicazioni come i Quaderni di Sociologia, del 1951, e La Critica Sociologica, del 1967. La prima sosteneva una sociologia empirica saldamente collegata ad un certo rigore scientifico ma riluttante, nonostante tutto, a fare assegnamento su saperi omnicomprensivi; la seconda univa l'impianto teorico, la ricerca empirica e l'impegno sociale, senza tuttavia adattarsi alle tendenze del mercato e dei committenti o alle questioni emergenti della società e della politica (Ferrarotti, 1993). Possiamo ritrovare la stessa continuità, evidenziata già allora, tra marginalità e creatività rispetto alle condizioni della disciplina sociologica che si andava affermando a livello accademico solo agli inizi degli anni sessanta, paragonata alle capacità d'immaginare dei progetti editoriali che esprimessero un interesse di merito sugli approcci e le metodologie qualitative, considerando "gli esseri umani viventi in società, nella misura in cui vivono il loro contesto e ne sono contemporaneamente vissuti" (Ferrarotti, 1993, p.48).


    Gli approcci qualitativi hanno ormai assunto un ruolo peculiare, evidenziando una trasformazione del progetto di razionalità sperimentale della società moderna con l'introduzione di una scienza umana e sociale riflessiva. Questo movimento è in grado d'integrare e riabilitare una concezione della donna e dell'uomo nella quale la loro storia e la loro cultura divengono degli elementi esplicativi della società. In questo contesto m@gm@ sviluppa un orientamento empirico focalizzato sugli approcci e le metodologie qualitative, cercando di coniugare l'intervento professionale nei contesti sociali e culturali ad un'interpretazione critica della società per un cambiamento partecipato della vita quotidiana (Valastro, 2002a). La trasposizione nell'editoria elettronica degli assunti che avevano determinato e stimolano i possibili modelli di riferimento sociologici che abbiamo indicato, modifica in parte questi stessi assunti collocandoli in uno spazio interdisciplinare innovativo che favorisca un approccio transdisciplinare sollecitando una trasversalità ancora potenziale.

    La realizzazione e lo sviluppo di uno spazio interdisciplinare di collaborazione e confronto, sviluppando la trasversalità che possiamo cogliere nelle analisi, nelle riflessioni e negli studi che interessano molteplici settori e discipline delle scienze umane e sociali, è una possibile apertura e premessa ad una trasversalità effettiva e concreta. Dobbiamo ancora verificare se sia possibile la possibilità di oltrepassare una semplice coabitazione e prossimità multidisciplinare, che s'interroga nell'analisi dei problemi umani e dei contesti sociali e culturali aiutandoci ad una maggiore comprensione della complessità sociale, procedendo verso una transdiciplinarietà che resta ancora interamente da costruire (Nicolescu, 1996). Verifichiamo quindi se la creatività cui abbiamo fatto appello riesca a sostenere un nuovo paradigma ed un'inedita utopia scientifica (Morin, 1997), attraverso una postura transdisciplinare che permetta d'integrare differenti linguaggi e pratiche per oltrepassare le frontiere delle discipline, creando un sapere autonomo che genera nuove conoscenze e nuove applicazioni.

    Il paradigma dell'accesso libero e le pubblicazioni elettroniche

    Era già stata presentata, nel programma d'avvio delle pubblicazioni di m@gm@, un'altra caratteristica peculiare di questo strumento editoriale (Valastro, 2002a), relativamente al cambiamento insito nella distinzione ordinaria tra "esperti/produttori" di conoscenze, gli "editori" ed i "lettori/consumatori" del prodotto editoriale. Venendo meno le esigenze economiche relative ai costi di pubblicazione e di diffusione del supporto cartaceo, si è sviluppata una nuova realtà editoriale che si confronta con quella istituzionalizzata degli editori convenzionali. Il risultato è la conseguente realizzazione, appropriazione e gestione di pubblicazioni elettroniche da parte di soggetti differenti dagli editori tradizionali. Le comunità virtuali si pongono come un nuovo soggetto e molto spesso come una risorsa non convenzionale e accademica che si organizza per promuovere dei progetti editoriali elettronici, scientifici e culturali, e l'esito di queste esperienze dipende dalla valorizzazione e dal riconoscimento del supporto elettronico, dalla capacità di determinarsi ed organizzarsi in funzione delle norme editoriali vigenti ed in continua evoluzione in tema d'editoria multimediale.


    Queste esperienze editoriali, quando sono fondate sulla realizzazione di uno spazio di confronto e approfondimento, sulla condivisione e la libera diffusione delle conoscenze, consentono inoltre di promuovere il recente paradigma dell' "accesso libero". L'accessibilità senza alcuna restrizione alle pubblicazioni elettroniche via internet, promosso e sostenuto a livello internazionale dalle istituzioni accademiche e da altri attori che gestiscono il patrimonio scientifico e culturale, è incoraggiata e sostenuta da quelle comunità virtuali e soggetti istituzionali che hanno innovato il panorama editoriale nel web. Queste stesse realtà sono maggiormente valorizzate dagli attuali orientamenti che individuano in internet uno strumento in grado di promuovere un libero accesso al patrimonio culturale e scientifico. Si veda ad esempio la Dichiarazione di Berlino sul libero accesso (Berlin Declaration, Open access to knowledge in the science and humanities, 20-22 oct. 2003 Berlin) e gli orientamenti precedenti sulla condivisione delle risorse culturali e scientifiche tramite internet (come la dichiarazione di Budapest, la Carta ECHO e la Bethesda Statement sur la Publication).


    [ http://www.zim.mpg.de/openaccess-berlin/berlindeclaration.html ]


    Gli orientamenti promossi da istituzioni internazionali e accademiche nella Dichiarazione di Berlino che conferisce una legittima valenza al paradigma del libero accesso, incoraggiano i detentori del patrimonio scientifico e culturale affinché lo rendano accessibile e inoltre sollecita il riconoscimento delle pubblicazioni su supporto elettronico nei percorsi professionali, non soltanto quelli accademici, indicando delle condizioni fondamentali alle quali le pubblicazioni elettroniche devono rispondere: concedere un accesso gratuito, libero, irrevocabile e universale, sia da parte degli autori sia da parte degli editori. A fronte delle difficoltà di un maggiore riconoscimento e legittimità all'editoria elettronica e alle resistenze delle logiche consolidate del sistema di comunicazione scientifico, le comunità virtuali sono in grado di promuovere nuovi processi d'appropriazione sociale e professionale di strumenti editoriali ancora esclusivi, contribuendo inoltre a valorizzare molteplici identità e sensibilità, personali e professionali, attraverso realtà editoriali che si presentano come strumenti di collaborazione, di comunicazione e approfondimento. Si tratta di strumenti editoriali in grado di affermare uno spirito critico che si esprime attraverso una manifestazione articolata di realtà e sensibilità differenti che convivono e lavorano in rete, sviluppando e preservando uno spazio di comunicazione e di riconoscimento del molteplice e variegato orientamento di prospettive, mettendo alla prova nuove capacita che ci permettono di considerare una trasversalità tra approcci come risorsa, distante da logiche d'opposizione e irriducibilità e consecutiva ad una manifestazione articolata di realtà e sensibilità differenti (Valastro, 2002b).


    BIBLIOGRAFIA

    Ferrarotti F. (1993), Osservazioni preliminari sul ritorno della sociologia in Italia nel secondo dopoguerra, in Costantini G. (a cura di) Per una storia della sociologia in Italia: gli anni '50 e il Mezzogiorno, Napoli, Edizioni Scientifiche Italiane, Collana L'intelligenza e gli avvenimenti.
    Ferrarotti F. (1974), La sociologia, Milano, Aldo Garzanti Editore.
    Morin E. (1997), Sur la transdisciplinarité, Revue Du Mauss, 2 s. n.10.
    Nicolescu B. (1996), La trandisciplinarité manifeste, Paris, Le Rocher, Collection Transdisciplinarité.
    Valastro O.M. (2002a), Approccio qualitativo e complessità sociale: il progetto editoriale dell'Osservatorio dei Processi Comunicativi, m @ g m @, v.0 n.0, ISSN 1721-9809.
    Consultato su Internet: www.analisiqualitativa.com/magma/0000/editoriale.htm
    Valastro O.M. (2002b), in Du hasard à la nécessité: le fabuleux destin d'Esprit Critique (rédaction collective dirigée par Arino M.), Esprit Critique, v.4 n.11, ISSN 1705-1045.
    Consultato su Internet: www.espritcritique.org/0411/article02.html


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    M@gm@ ISSN 1721-9809
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