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In una ricerca di approcci innovativi alla conoscenza, all’insegnamento
e alla formazione, la narrazione assume un ruolo centrale: consente
agli individui di conoscere, di farsi conoscere e di produrre
effetti. I racconti delle proprie esperienze personali, scolastiche
e professionali costituiscono uno strumento primario nell’insegnamento
e nelle professioni di orientamento e di supporto, in quanto illustrano
chiaramente il primato, sia nella vita individuale che nella pratica
educativa, della ricerca di un significato per la vita e del ruolo
dell’attenzione per il prossimo. La narrazione, pertanto, innesca
e indirizza una ricerca di significati all’interno di uno spettro
di significati possibili, permettendo di coniugare la realtà al
congiuntivo, di riflettere in termini di passato, presente e futuro.
Negli ultimi decenni, numerosi sono stati gli studi basati sull’utilizzo
di materiali narrativi, e, senza dubbio, particolarmente significativi
sono stati i contributi in termini di idee e di proposte, nei
nuovi scenari organizzativi che per le loro caratteristiche di
accelerazione del cambiamento e di intensificazione della turbolenza
sollecitano sempre più i processi di sensemaking che la narrazione
sostiene e promuove.Raccontare è scoprire significati profondi
della nostra vita, riappropriarsi dell’esperienza vissuta, è ri-membrare,
ovvero ‘ricostruire il corpo’ della propria esperienza, che il
rincorrersi delle azioni e situazioni aveva ‘smembrato’, rendendolo
irriconoscibile persino a noi stessi. Ed è per questo che le storie
svolgono una funzione di empowerment, e ciò risulta oltremodo
evidente per i gruppi che risultano svantaggiati all’interno delle
relazioni di potere del nostro sistema sociale: donne, immigrati,
disabili, anziani, ecc.
Nella narrazione le storie non si pongono come un pallido riflesso
dei fatti, ma come l’unica verità possibile sui fatti stessi,
in quanto le storie sono il processo in cui la verità viene costruita
coinvolgendo autore e ascoltatore e sono, altresì, il contenuto
della verità stessa, ovvero la posizione che il soggetto assume
di fronte al mondo, ossia la sua esperienza. Ogni storia è, pertanto,
verità (soggettiva) ma non è - né può essere - realtà; è esperienza
dell’evento, ma non è - né può essere - l’evento.
L’attività del narrare e del comunicare narrativamente costituisce
pertanto, nel contesto odierno, uno strumento di indagine che
si applica, sempre più, per la promozione dei processi di apprendimento
dall’esperienza, a livello individuale e organizzativo; livelli
che, se possono considerarsi separabili quando si fa teoria, risultano
inestricabilmente intrecciati nella pratica quotidiana.
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INDICE
PRATICHE NARRATIVE PER LA FORMAZIONE
A cura di Francesca Pulvirenti
N. 3 - marzo 2008
Euro 10,00
ISBN 978-88-548-1655-8
© 2008 Aracne Editrice S.r.l.

PARTE PRIMA
LA NARRAZIONE: DIMENSIONE ONTOLOGICA DELLA FORMAZIONE
Introduzione: Un sapere narrativo (p.11)
Francesca Pulvirenti
La narrazione come dispositivo conoscitivo ed ermeneutico
(p.17)
Maura Striano
Il dialogo filosofico tra narrare e riflettere
(p.23)
Antonio Cosentino
La ricerca narrativa in psicologia: un fondamento
per la narrazione (p.31)
Santo Di Nuovo
L’autobiografia: uno strumento di formazione
(p.39)
Franco Cambi
Narrare per dire la verità: l’autobiografia come risorsa
pedagogica (p.45)
Duccio Demetrio
La lettura come formazione di sé (p.51)
Alessandro Mariani
Il corpo narratore (p.55)
Ivano Gamelli
Pensare in cerchio: un’esperienza educativa di Philosophy
for children (p.67)
Alessandra Tigano
La formazione qualitativa e il metodo bio-sistemico:
criteri valutativi di una pratica narrativa (p.81)
Agata Valenziano
Percorsi formativi e bilanci esperienziali (p.89)
Orazio Maria Valastro
Narrazioni e autobiografie in carcere: formazione
e autoformazione nei luoghi di detenzione (p.97)
Caterina Benelli
PARTE SECONDA
TRA STORIE DI SI SÉ E RICORDI: LA PAROLA AI SOGGETTI
Esperienze didattiche narrative (p.107)
Francesca Pulvirenti
1. Insegnanti, studenti/esse, bambini/e ricordano
e si narrano
1.1. Verso un’appropriazione narrativa dell’identità di genere
1.2. Insegnanti e studenti/esse narrano la propria identità di
genere
1.2.1. Storie di sé
1.2.2. Un autoritratto del pensare la propria identità di genere
1.3. Bambini e bambine si tuffano tra i ricordi
2. Storie di sé e ricordi dei vissuti scolastici
2.1. L’identità di genere attraverso i ricordi di scuola
2.2. Il mio modo di pensare in quanto donna assomiglia...
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