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| Periodico
Elettronico |
| Autorizzazione
Tribunale di Catania n.27/02 del 19/11/02 |
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| ISSN
1721-9809 |
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| Direttore
Editoriale: |
| Orazio
Maria Valastro (Sociologo) |
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www.analisiqualitativa.com
Osservatorio Processi Comunicativi
© 2002
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| Rivista
Elettronica di Scienze
Umane e Sociali
Specializzata in Approcci e Metodologie Qualitative |
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| RUBRICHE PERMANENTI
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[ EDITORIAL
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| La
logica del m@gm@ tra creatività e marginalità: il paradigma
dell'accesso libero e le pubblicazioni elettroniche
Le comunità virtuali sono in
grado di promuovere nuovi processi d'appropriazione sociale
e professionale di strumenti editoriali ancora esclusivi,
contribuendo inoltre a valorizzare molteplici identità e sensibilità,
personali e professionali, attraverso realtà editoriali che
si presentano come strumenti di collaborazione, di comunicazione
e approfondimento. Si tratta di strumenti editoriali in grado
di affermare uno spirito critico che si esprime attraverso
una manifestazione articolata di realtà e sensibilità differenti
che convivono e lavorano in rete, sviluppando e preservando
uno spazio di comunicazione e di riconoscimento del molteplice
e variegato orientamento di prospettive, mettendo alla prova
nuove capacita che ci permettono di considerare una trasversalità
tra approcci come risorsa, distante da logiche d'opposizione
e irriducibilità e consecutiva ad una manifestazione articolata
di realtà e sensibilità differenti. |
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Orazio Maria
Valastro
Articolo
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[ ANALISI
ED ESPERIENZE ] |
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| Professionalità
transvirtuali: la professione del sociologo tra modernità
e postmodernità
In quest'articolo invito a considerare
la professione del sociologo come una professione transvirtuale,
approfondendo e precisando notevolmente l'intervento proposto
al Convegno Internazionale "La professione di sociologo tra
modernità e postmodernità", Montesilvano (PE) 2-3 aprile 2004,
ampliando altresì i presupposti di questa transvirtualità
a tutte quelle professioni che coniugano in un approccio educativo
transdisciplinare la teoria e la pratica nella ricerca e nell'intervento
sociale. E' possibile restituire agli individui e alle comunità
la capacità virtuale e potenziale di desiderare, di prendere
in mano il proprio destino, di situarsi in un altro esistente
possibile, ascoltando quello che desiderano fare e costruire
insieme la possibilità di realizzarlo. |
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Orazio Maria Valastro
Articolo
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| Memorie di ricerca
e oggetti sé
Tante cose vorrei raccontare,
cose che porto dentro, come un diario di diari, e che s'intrecciano
a ricordi di lontane esperienze di ricerca e a riflessioni
sugli esiti del mio lavoro. In vent'anni di riprese audiovisive,
nell'Abruzzo e nel Lazio, nella Lucania e nella Toscana, ho
prodotto materiali che ora giacciono in un museo, ho prodotto
immagini e voci che non vorrei neanche classificare, se non
come testimonianze di relazioni intersoggettive, di scambi
tra figure che il tempo ha, in gran parte, cancellato e le
cui parole e movenze, tuttavia, restano, non tanto come beni
culturali, ma, almeno per me, come beni umani. |
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Emilia De Simoni
Articolo
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| Autobiografia,
conoscenza e implicazione del ricercatore
Questo testo propone di accostare
le autobiografie alle scritture di ricerca scientifica. Se
il nostro approccio non esclude il punto di vista sociologico
ed in modo particolare la ricerca azione, è tuttavia circoscritto
all'approccio bio-cognitivo del soggetto-ricercatore e al
processo d'autoriferimento, rinviando ad un'epistemologia
che considera ed assume l'incompletezza propria alla conoscenza.
Qualsiasi produzione di sapere, ivi compresa nel quadro della
ricerca scientifica, è quindi concepita come un movimento
d'implicazione tra il soggetto ed il suo oggetto, mettendo
necessariamente in opera, ma non sempre con coscienza, il
riferimento a se stessi, processo autorizzato nell'ambito
del discorso autobiografico. |
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Magali Humeau
Articolo
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| Autobiographie, connaissance et
implication du chercheur
Ce texte propose de rapprocher
les autobiographies des écrits de recherche scientifique.
Si notre approche n'exclut pas le point de vue sociologique
avec en particulier la recherche action, il se veut resserré
ici sur l'approche bio-cognitive du sujet-chercheur avec le
processus d'autoréférentiation, renvoyant à une épistémologie
qui prend en compte et assume l'incomplétude propre à la connaissance.
Toute production de savoir, y compris dans le cadre de la
recherche scientifique, est ainsi conçue comme un jeu d'implication
entre le sujet et son objet, mettant en œuvre nécessairement,
mais pas toujours avec conscience, la référence à soi-même,
processus permis dans le cadre du discours autobiographique.
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Magali Humeau
Article
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| Soggettività e
costruzione dell'identità individuale: l'approccio autobiografico
La narrazione di sé può configurarsi
come un vero e proprio romanzo di formazione ed essere ricondotta
alle categorie interpretative di un genere letterario, muovendosi
tra due poli: un distacco razionalistico da un lato, e il
flusso di coscienza dall'altro. L'individuo si pone come oggetto
a se stesso e costruisce e ricostruisce la propria soggettività
secondo categorie letterarie, quali la distinzione tra io-narrante
e io-narrato, la focalizzazione interna e il giudizio critico
esterno del narratore. |
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Maria Serena Di Gennaro
Articolo
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| Neo televisione
e postmodernità: l'approccio discorsivo come possibilità dell'analisi
del testo audiovisivo
La soggettività rinunciando ad
ogni pretesa fondativa, si costituisce e si rivela in un esser-ci
nella quotidianità, un'istanza topologica e cronologica che
si realizza attraverso un movimento pendolare tra la polarità
dell'idem e dell'ipse, tra la similitudine e la differenza.
L'individuale ed il collettivo si rivelano intrattenendo "tra
loro dei rapporti reversibili di figura e sfondo, per usare
una metafora di M. Cavalloni, come avviene per gli elementi
di una gestalt, ciascuno dei quali può essere percepito in
maniera cosciente solo a condizione che l'altro non lo sia
più e viceversa". Questo si traduce sul piano della comunicazione
televisiva fondandola così come uno spazio neo barocco d'infinita
variazione nella ripetizione, in cui la continua ricombinazione
di testi autoreferenziali rivela uno sguardo che non avendo
più la pretesa di cogliere la realtà nella sua complessità
si affida a frammenti di essa, seleziona e ricostruisce gli
"oggetti" della sua visione come verosimili, celando e/o rivelando
le tracce del suo passaggio, assumendo il ruolo di maieuta
e mentore nei confronti dello spettatore, stabilendo rapporti
sempre reversibili tra figura e sfondo, visibile e invisibile.
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Claudia Chiurazzi
Articolo
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| Inconscio, individuazione ed immaginazione
attiva in C.G. Jung
Uno dei metodi per progredire
sulla via dell'individuazione è l'immaginazione attiva, "che
utilizza le capacità dell'immaginazione diurna in vista di
una relazione che trae origine dall'inconscio. Essa è il complemento,
in qualche misura la controparte, dell'interpretazione dei
sogni". Essa permette di miscelarsi ai processi inconsci.
Lasciandoli prendere possesso del sé - spiega Jung - se ne
prende possesso e si unisce in tal modo il conscio e l'inconscio.
L'immaginazione attiva porta a delle esperienze simboliche
e attraverso le stesse all'esperienza del proprio centro,
il Sé.
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Véronique Brandner Liard
Articolo
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| Inconscient, individuation
et imagination active chez C.G. Jung
L'une des méthodes de progression
sur la voie de l'individuation est l'imagination active, "qui
utilise les capacités de l'imagination diurne en vue d'une
relation originale à l'inconscient. Elle est le complément,
en quelque sorte la contrepartie, de l'interprétation des
rêves". Elle permet de se mêler aux processus inconscients.
En les laissant prendre possession de soi, explique Jung,
on en prend possession et unit ainsi le conscient et l'inconscient.
L'imagination active amène à des expériences symboliques et
à travers elles à l'expérience de son propre centre, le Soi.
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Véronique Brandner Liard
Article
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| Tempo e reciprocità:
leve di un nuovo paradigma socioeconomico
Questo saggio tenta di mettere
a fuoco la mia riflessione filosofica e la mia attuale ricerca
sociale ed economica. Nella sostanza ripropongo gli argomenti
da me già trattati in occasione del Colloque International
sur l'Aprés-Développement "Défaire le développement, refaire
le monde" (Parigi, UNESCO, marzo 2002). Il tempo, la reciprocità
e la condivisione delle risorse, se opportunamente ripensati,
possono rappresentare una chance per poter ancora vivere insieme,
liberi, uguali e diversi, in un mondo responsabile, plurale
e solidale. Inoltre possono inaugurare un nuovo paradigma
socioeconomico. "Rammentiamo che, per gran parte dell'era
moderna, abbiamo associato al concetto di libertà quello di
autonomia, e fatto coincidere l'autonomia con la capacità
di offrire il nostro lavoro sul mercato. I frutti del lavoro
- la proprietà - sono stati considerati simboli della nostra
libertà. Il diritto di escludere gli altri da ciò che ci appartiene
è stato considerato il miglior modo di proteggere la nostra
autonomia e la nostra libertà personale. La vera libertà,
però, è figlia della condivisione, non del possesso: non si
può essere davvero liberi, se non si può condividere, provare
un sentimento di empatia nei confronti dell'altro, abbracciarsi"
(Rifkin, 2000). Una versione più ampia ed approfondita di
questo saggio si trova con il titolo "Monete locali per il
bene comune: lo spirito del SEL" nel libro collettivo curato
da Edward Goldsmith Processo alla globalizzazione, Arianna
Editrice, Casalecchio (BO), 2002.
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Paolo Coluccia
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| La corrispondenza
Malinowski-Reich
Nel libro 'Reich habla de Freud'
compaiono cinque lettere che si scambiarono l'antropologo
Broni-slaw Malinowski e lo psichiatra Wilhelm Reich. Le date
approssimative si collocano tra il 1938 ed il 1942, anno in
cui l'autore di 'Sexo y represiòn en la sociedad primitiva'
morì. Da questa corri-spondenza si possono ricavare tre scenari:
la situazione che stavano attraversando entrambi gli scien-ziati
nei loro rispetti percorsi; il funzionalismo come teoria centrale
dei rispettivi lavori; le sue con-seguenze e ripercussioni.
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Carlos Liendro
Articolo
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| La correspondencia
Malinowski-Reich
En el libro 'Reich habla de Freud',
aparecen cinco cartas que se envìan entre el antròpologo Bronislaw
Malinowski y el psiquiatra Wilhelm Reich. La fechas aproximadas
son entre 1938 y 1942, año en que fallece el autor de 'Sexo
y represiòn en la sociedad primitiva'. Tres aspectos pueden
tomarse de esta correspondencia: la situaciòn que atravesaban
ambos investigadores en sus distintos campos. El funcionalismo
como teorìa central para sus trabajos. Las consecuencias y
repercusiones.
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Carlos Liendro
Articulo
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[ CRONACHE
E COMMENTI ] |
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| Dalle Ande alla
Val Padana, dalle famiglie alle culture: note su un seminario
di Igino Bozzetto
Il seminario di Igino Bozzetto
sul ricongiungimento familiare diventa opportunità per riflettere
sulle connessioni tra cornice sistemica - nella variante che
conosciamo come cibernetica di secondo ordine - e studio della
comunicazione interculturale. Bozzetto mostra come i concetti
chiave dell'approccio sistemico nella sua declinazione sociocostruzionista
trovano applicazione nel delicato lavoro con le famiglie immigrate
ed i minori. In particolare la polifonia, che caratterizza
l'approccio sistemico, diventa la chiave per entrare in relazione
con l'altro, una cornice per la convivenza di punti di vista
e per l'esercizio della curiosità.
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Massimo Giuliani
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[ RECENSIONI
E SCHEDE BIBLIOGRAFICHE ] |
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| La scuola e la
sfida etnica: educazione e integrazione (Françoise Lorcerie)
Accettare il pluralismo come
una realtà della società, significa riconoscere la pluralità
degli apporti umani che hanno costituito la società nazionale
e continuano a rinnovarla. Il nostro insegnamento ci offre
pochi punti di riferimento cognitivi riguardo alla costruzione
della comunità nazionale ed alla sua pluralità. Nello stesso
modo le attività d'insegnamento non possono sottrarsi al richiamo
dei valori fondanti della democrazia, e non possiamo dimenticare
che la scuola, in quanto quadro sociale, è essa stessa la
sede di logiche d'etnicizzazione spesso virulente. Contribuire
all'affermazione di "relazioni interetniche armoniose", significa
tuttavia mettere l'accento su delle relazioni interpersonali
nelle quali l'etnicità interviene o può intervenire in qualche
misura come determinante dell'integrazione. Queste relazioni
saranno armoniose se sono aperte e liberate dalla denigrazione,
dalla diffidenza o dalla violenza che le caratterizza nella
capacità d'inglobare delle persone molto differenti da noi.
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Georges Bertin
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| Comunità di apprendimento:
un nuovo modo di imparare (Federico Batini e Andrea Fontana)
Il saggio s'incentra nel proporre
un'idea alternativa, a quella, quanto meno fuorviante, maturata
in Italia in secoli di processo pedagogico, che l'apprendimento,
la formazione ed il processo educativo devono essere esclusivamente
frutto delle esperienze del singolo ed essenzialmente appannaggio
di un'elaborazione personale, risultato di una crescita individuale.
In Comunità di apprendimento, a questo indubbio pilastro si
salda il concetto, maturato soprattutto in altri Paesi, che
apprendimento e comunità possano procedere parallelamente,
anzi che si rinforzino reciprocamente e che nella comunità
e nella socializzazione degli apprendimenti, nella reciprocità
e contaminazione delle esperienze si rafforza e si arricchisce
quanto è avvenuto al livello individuale.
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Leonardo Lambruschini
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m@gm@ periodico elettronico fondato e diretto dal Sociologo
Orazio Maria Valastro
Autorizzazione del Tribunale di Catania n.27/02 del 19/11/02
Redazione: via Pietro Mascagni n.20, 95131 Catania-Italia
ISSN 1721-9809
Direttore Responsabile: Orazio Maria Valastro
Iscritto all'Albo Speciale dell'Ordine dei Giornalisti di Sicilia
e-mail: magma@analisiqualitativa.com
sito internet: www.magma.analisiqualitativa.com
diffusa tramite l'host SARL OVH con sede a Roubaix in Francia |
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